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Dic 23

Gli ordini limit e market

Chiunque si sia cimentato con una piattaforma di trading on-line ha dovuto affrontare il problema della scelta del tipo di ordine per aprire una posizione sul mercato.

Benché esista ancora qualche piccola differenza terminologica tra alcune piattaforme, una volta ben compreso quale operazione ci si accinge a fare immettendo l’uno piuttosto  che l’altro tipo di ordine, il risultato sarà sicuramente quello voluto.

Vediamo allora di fare un po’ di chiarezza sulle macro-categorie di ordini e, soprattutto, cerchiamo di comprendere quando sia conveniente, o addirittura necessario, scegliere l’uno al posto dell’altro se si vuole raggiungere un certo risultato.

Possiamo distinguere gli ordini secondo due modalità: la prima attiene alla posizione attuale del prezzo rispetto al punto di entrata (o vieceversa); la seconda dipende dal risultato che vogliamo ottenere, vale a dire se desideriamo entrare immediatamente a mercato, non importa a quale prezzo, oppure se desideriamo aprire una operazione ad un prezzo determinato che si discosta da quello attuale. Infine, una terza categoria di ordini si riferisce più semplicemente al la distinzione tra aperura e chiusura della posizione.

Vediamo dunque di seguito le tipologie di ordini più comuni che possiamo utilizzare per aprire o chiudere una posizione sulle principali piattaforme di trading.

  • Market order. Con questo tipo di ordine si apre una posizione di acquisto o di vendita immediatamente, al miglior prezzo disponibile in quel momento nel book di negoziazione. Sulla tua piattaforma di trading per eseguire questo tipo di ordine, ed entrare (o uscire) subito sul mercato, è sufficiente cliccare  direttamente sull’apposito “bottone” che reca la scritta “Market”. Nei book che consentono l’apertura della posizione cliccando i vari livelli di bid e ask basterà cliccare su un livello di lettera più alto di quello battuto dal prezzo in quel momento (se si desidera acquistare), oppure più basso se si vuole immettere un ordine di vendita. In tutti questi casi il risultato che si ottiene è di aprire una posizione al miglior prezzo disponibile in quel preciso istante.
  • Limit order. Questo tipo di ordine consente di acquistare  al di sotto o vendere al di sopra del prezzo attualmente battuto dal mercato. Ad esempio supponiamo che il miglior bid sul dax future sia 8500,00 e l’ask sia 8501,00 posso pensare di inserire un limit order di acquisto a 8490,00 (al di sotto del prezzo attuale). L’ordine sarà eseguito se, e solo se, il prezzo scenderà fino al livello sul quale ho inserito il mio ordine. Allo stesso modo posso desiderare di immettere un ordine di vendita “limit” a 8510,00 (sopra il livello attuale) e analogamente l’ordine sarà eseguito se e quando il mercato dovesse muoversi verso l’alto sino al livello in cui ho immesso l’ordine.

Da quanto precede è subito evidente che l’ordine market dovrà essere utilizzato quando desidero entrare (o uscire) dal mercato immediatamente, non importa a quale prezzo (cioè se mi sta bene entrare o uscire al prezzo attuale). Mentre l’ordine limit sarà utilizzato quando desidero ottenre un prezzo migliore rispetto a quello attualmente battuto dallo strumento finanziario prescelto. Nel primo caso (ordine market) avrò la certezza di essere eseguito, mentre nel secondo caso l’apertura o la chiusura della posizione è condizionata dal successivo movimento del mercato e non posso avere la certezza che il mio ordine sarà colpito.

Proprio in ragione di quanto precede personalmente consiglio generalmente (e con le dovute eccezioni) di utilizzare i limit orders per entrare sul mercato (entry limit orders) o uscire a target dalla posizione (cioé una votla raggiunto il nostro obiettivo di prezzo. Mentre raccomando di inserire gli stop loss (ordini di chiusura della posizione in perdita) immettendo sempre un ordine stop market. Quest’ultimo ordine fa parte della macro categoria degli Stop orders di cui parleremo in un prossimo articolo.